<<Si lo so di essere in ritardo! ma il blog è appena nato ed io mi sentivo in dovere di piazzare questa picccola pseudorecensione>>. <<Ecco>>.
Adoro Quel lirismo sottile fatto di lunghe inquadrature e silenzi o di effimeri, timidi fotogrammi; cosiccome quegli archetipi umani e non, che dovrebbero essere indispensabili nella vita e che purtroppo a volte bisogna ricercare al di fuori della famiglia; come una fedele matriarca, saggio rifugio sicuro, in grado di ritemprarti con una parola o un semplice sguardo. Il dramma del lutto onnipresente, nei suoi film come nella vita, che risveglia dolori sopiti svelandone la chiave per superarli, o ne prepara il terreno. Özpetek è grande perché è visceralmente umano anche e soprattutto quando allegerisce il tratto della sua penna.E poi come fai a rimaner deluso da chi ha la capacità d’esser così consapevolmente provvidenziale!?
Questo post è stato pubblicato il 07/05/2010 alle 02:48 ed è archiviato in Cinema . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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08/05/2010 a 15:13
Quoto in pieno ogni parola! Ferzan riesce a creare dei quadri famigliari davvero realistici e sorprendenti e questo film ne è la prova più lampante!
Buon lavoro per il blog e auguri^^
08/05/2010 a 15:29
Grazie mille! ^_~